home » Rete dei comuni » I Walser » Walser di Rimella » Vita culturale
  stampa pagina

Walser di Rimella

Vita culturale

Piccolo popolo vissuto, lo ripetiamo, fino a qualche decennio fa con un'economia ai limiti della sopravvivenza, colpito nell'ultimo secolo da un processo di spopolamento che lo ha portato ai minimi storici mai registrato prima ci si presenta invece, e paradossalmente oggi, con una vita culturale complessa, caratterizzata da nuove e vivaci energie spirituali che, trascendendo la sfera culturale in senso stretto, tendono a innovare e rafforzare i tentativi in atto per la rinascita, anche economica e sociale, del paese altrimenti votato, in quanto "Rimella", a morte sicura. Tutta la sua storia, almeno per quanto fino ad oggi ci è dato di sapere e in attesa di ciò che i ricercatori all'opera per la grande Storia di Rimella in via di elaborazione ci faranno ulteriormente sapere, è segnata sul piano culturale di personalità di rilievo come padre F. Reale, C. A. Reale, padre M. Manio, il professor L. Rinoldi, ma anche l'aviatore M. Manio, oltre al prevosto A. Tosseri e altri come don Severino Vasina, benemerito per la conservazione e l'arricchimento del patrimonio artistico e culturale del paese.
Attualmente sono di grande rilievo per la vita culturale l'istituto del Museo G.B. Filippa, varie associazioni fra cui il C.S.W.R. e l'intensa attività svolta dal parroco don Giuseppe Vanzan per il restauro, la conservazione e l'arricchimento del patrimonio degli edifici religiosi del paese.
Il Museo è un istituto di antica data nato agli inizi del XIX secolo come collezione privata del rimellese G.B. Filippa nella natia frazione Sella e qui sistemata originariamente col nome di "Gabinetto di curiosità e cose rare". Nel 1836, con atto redatto dal parroco di allora don Gaudenzio Cusa, Filippa donò la sua collezione al comune di Rimella che lo ha sistemato alla frazione Chiesa e lo gestisce tutt'ora cercando, negli ultimi tempi, di caratterizzarlo sempre più come eco-museo. A tale fine è stato di recente acquistato, con il contributo della Regione, un immobile alla frazione Sella da adibire a sede, appunto, del costituendo eco-museo e a sede del C.S.W.R. attualmente ospitato nei locali del Municipio.
Ma vediamo più da vicino l'origine di questo istituto culturale. Il fondatore, Giobatta Filippa, nato nella frazione Sella nel 1770 ed emigrato alla fine del secolo, come tanti altri giovani rimellesi, aveva avuto modo di conoscere il mondo come era fuori dei patrii confini.
Dopo aver militato nell'Armata napoleonica e combattuto in terra di Spagna, fu congedato nel 1812 per malattia contratta in servizio, come attesta la fotocopia del foglio di congedo siglato "Regno d'Italia" conservata nel Museo attuale. Ritiratosi nella frazione natia impegnò le proprie energie, dotato com'era di buona intelligenza e di senso pratico, nel rinnovare l'Oratorio di S. Quirico della Sella di cui fu eletto e riconfermato Tesoriere, e nel perfezionare la collezione di monete, libri e cose rare che era venuto procurandosi via via con l'intenzione di far conoscere anche ai rimellesi chiusi entro la ristretta cerchia dei loro monti, il mondo come era fuori. Buona parte di questo materiale erano doni di rimellesi emigrati per motivi di lavoro in varie parti dell'America del nord79.
La collezione è sistemata attualmente nei locali di un'antica casa attigua alla Casa prepositurale e vicina sia al Municipio sia alla Chiesa. "Si tratta - dice il professor A. Vasina - di un'eredità [...] senza dubbio prestigiosa per il centro che la ospita , ma anche impegnativa per l'intera comunità che è chiamata a tutelarla e a valorizzarla, attraverso un ulteriore riordinamento in sezioni più specifiche e omogenee dei reperti e oggetti che la costituiscono"80.
Una visita al Museo permetterebbe ad una persona attenta e appena un po' preparata di ricostruire a grandi linee l'evoluzione storica di Rimella dalle origini al secondo ‘900, agganciandone i momenti più significativi a quanto, salvato nel tempo da dispersioni di varia natura, è ancora esposto sulle pareti e custodito nelle vetrine del Museo. Si potrebbe così, per il Medioevo, risalire alla metà del XIII secolo con la copia del contratto stipulato nel 1256 fra i primi coloni walser insediatisi stabilmente nelle valli rimellesi; per l'età moderna, al XV, XVI secolo (raccolta dei 44 rogiti notarili relativi alla comunità rimellese dal 1396 al 1556); al periodo ‘500 - ‘700 (collezione di libri antichi fra i quali l'edizione originale, datata 1732, di un trattato di scienze matematiche composto da Cristiano Wolf per i suoi studenti); alla Rivoluzione francese (berretto giacobino "frigio" in legno di larice, rosso, datato 1797, che era stato issato sull'albero della libertà eretto davanti alla chiesa di S. Quirico alla frazione Sella che, secondo L. Rinoldi, all'epoca dell'occupazione francese del nord Italia era sede di un Luogotenente di Governo); all'età napoleonica (codice civile per il Regno d'Italia, Milano 1806; quadro con medaglione di Napoleone e altre medaglie del tempo, lettere di Napoleone a Giuseppina, Atto di Costituzione della Loggia dei Franchi Muratori in Torino, rilasciato il 7 maggio 1806 dal Grand'Oriente di Francia, il già citato foglio di congedo del Filippa e una piccola gavetta, ricordo del suo servizio presso il Quinto Reg.to a Padova nell'anno 1812). Se agli ultimi due reperti citati aggiungiamo le "Memorie della vicinanza della Sella e altre memorie patrie raccolte dal Sig. Gio. Batta Filippa fu Michele Tesoriere dell'Oratorio e fondatore del Museo", diario definito "una pagina rara ed importante della storia civile e culturale di una comunità walser nell'epoca della Restaurazione", possiamo dire che il Museo di Rimella ci offre anche interessanti aspetti di ciò che siamo soliti chiamare età contemporanea. Libri, opuscoli, carte, medaglie, quadri, ci rimandano anche al Regno di Sardegna, al quale nel ‘700 Rimella era stata aggregata; al ministro Bogino, ai sovrani sardi Carlo Felice e Maria Cristina di Borbone, al Risorgimento, al Regno d'Italia, alla Resistenza durante la Seconda Guerra Mondiale. Segno, tutto questo, che altri avevano continuato, e secondo il suo espresso desiderio, ciò cui Filippa aveva dato inizio. Questo fatto spiega la presenza nel Museo di reperti provenienti da più parti del mondo, monete, biglietti di viaggio, stampe..., che sono documenti del mai cessato fenomeno migratorio, ma spiega anche la documentazione fotografica dell'attività della Pro Loco fondata nel 1960. Si spiega così anche la presenza di suppellettili e oggetti vari della semplice vita quotidiana dei rimellesi nel paese e all'alpe, ma anche nei boschi. Ci sono parecchi saggi delle essenze proprie del territorio rimellese: frassino, larice..., così come tracce dei tentativi di avviare in loco attività minerarie. Fra i reperti esposti, la pirite aurifera e la foto di una macina per minerali trovata alla base del Kawal, nei pressi di una miniera oggi, naturalmente, abbandonata."Last but not least", in uno scaffale fra i libri sulla storia e cultura dei walser una copia del libro di M. Bauen "Sprachgemischter Mundartausdruck in Rimella" edito in lingua tedesca già nel 1978 ma di cui i rimellesi, che non conoscono la lingua tedesca anche se parlano il tittschu, non hanno potuto conoscere il contenuto così importante per la loro lingua e la loro storia fino a quando, ma solo nel 1999, non è uscita la traduzione italiana. Il Museo che Filippa aveva creato per la sua gente non era comunque destinato ad un popolo di analfabeti bensì a persone che in buona parte sapevano leggere e scrivere e disponevano degli elementi di una cultura di base.
Va notato infine che nei locali del Museo sono state ospitate negli ultimi decenni mostre di pittura anche estemporanea; una importante mostra sui documenti relativi alle Visite pastorali effettuate a Rimella dal ‘500 in poi e su oggetti della vita quotidiana, allestita nel 1995 dalla Società Valsesiana di Cultura ma anche, e con cadenza annuale, a cura del Comune nell'ultimo decennio, apprezzate e molto frequentate mostre fotografiche sul paesaggio, la vita e i costumi di Rimella nel tempo.
La vita culturale del paese ha, da un quindicennio a questa parte, un altro vivace e creativo centro di animazione nel Centro Studi Walser di Rimella, costituito una prima volta con atto privato nel 1988 e ricostituito come Associazione culturale priva di scopi di lucro, con un nuovo statuto nel gennaio 1996 da 13 soci fondatori81. Il C.S.W.R. ha funzionato sotto la presidenza del prof. Dino Vasina fino all'autunno 1999 quando, in seguito alle sue dimissioni irrevocabili, la presidenza è stata assunta dal dott. Eugenio Vasina, oriundo rimellese che, accettando l'incarico, ha assicurato la continuità dell'associazione alla quale comunque il prof. Dino Vasina continua a dare la propria qualificata collaborazione sempre ispirata al motto che riportiamo per esteso con cui si presenta, a partire dal primo numero uscito nel 1990, la rivista Remmalju:

Er haie(n)entracht d asschu under ts chìme,
und hawwer noch gbunnut e bljeschpu.
Esch hétschech àrkit, und mu schinetsch
Wé(n)e schtérnu.
Wé làng? En ts hüüsch ìsch mì ljeksch wet...

Abbiamo smosso la cenere del focolare,
e vi abbiamo ancora trovato della brace.
Si è ripresa e ora brilla
come una stella.
Per quanto tempo ancora? Nella casa è rimasta poco legna...

Nonostante la "poca legna rimasta", al Centro Studi Walser si devono contributi sempre più significativi per quantità e soprattutto per qualità, non solo alla conoscenza e continuità del tittschu rimellese ma anche, e in collaborazione con il Comune, la Parrocchia, la Pro Loco e le altre Associazioni, alla promozione di iniziative per la rinascita del paese e alla vitalità dei rapporti con le altre comunità walser tedescofone così come con le minoranze linguistiche di altra radice. Più in particolare e in attuazione alle finalità statutarie al C.S.W. rimellese si devono fra l'altro:
1. le prime iniziative in favore della lingua animate con generosità e passione dal prof. Dino Vasina al quale si devono anche le numerose traduzioni in tittschu documentate nei primi numeri di Remmalju;
2. la rivista Remmalju che esce con continuità dal 1990, con veste tipografica e qualità di contenuti sempre più apprezzati;
3. il dizionario "Ts Remmaljertittschu/ Italiano -Tittschu" elaborato dal prof. Dino Vasina e uscito nel 1995;
4. la pubblicazione del libro di M. Bauen, Sprachgemischter Mundartausdruck in Rimella (Valsesia - Piemont), tradotto dal tedesco in italiano dal dott. Eugenio Vasina con la collaborazione del prof. Dino Vasina e di altri per quei testi in tittschu che Bauen a differenza di tutti gli altri casi, non aveva tradotto né in tedesco, né in italiano, né in tedesco e in italiano insieme. Al prof. Dino Vasina si deve anche la trascrizione del tittschu secondo le ultime regole dettate dal professor Bauen;
5. videocassette su Rimella;
6. la riproduzione delle audiocassette contenenti la registrazione di conversazioni, narrazione di racconti, interviste da Bauen stesso effettuate nel corso della sua pluriennale indagine sul tittschu rimellese e dalla famiglia donate, dopo la sua morte, alla Comunità di Rimella. Queste audiocassette costituiscono il primo archivio sonoro del tittschu rimellese riprodotto così come era parlato negli anni '70 del secolo scorso;
7. l'elaborazione in atto di un'organica ed ampia storia di Rimella affidata dal C.S.W.R. ad una équipe di studiosi sotto la direzione del prof. Augusto Vasina, titolare della cattedra di Storia Medievale presso l'Università di Bologna. La fase avanzata dei lavori di ricerca e di composizione ne fa prevedere prossima la pubblicazione.

Il Centro assicura inoltre la presenza, quando necessario, di Rimella sulla stampa e la tivù locali, la presenza con una pagina web su Internet, la collaborazione alla riuscita dell'annuale manifestazione dell'Alpaa a Varallo e la partecipazione agli incontri internazionali delle Comunità walser (Walsertreffen).
Validi contributi alla vita culturale nel suo complesso vengono offerti anche dalle altre Associazioni presenti in loco, ciascuna per le competenze specifiche proprie: l'Associazione Nazionale Alpini (A.N.A.) operante in Rimella dal 1949; il Comitato Carnevale che mantiene viva una secolare tradizione del paese e la Pro Loco. A quest'ultima in particolare si deve, fin dalla sua costituzione, un intenso lavoro di innovazione anche culturale con l'istituzione della Scuola Media in Rimella nel 1961, oltre che di promozione economica e sociale82 durato qualche decennio. Affievolitosi fino quasi a scomparire verso la fine del secolo scorso, da qualche anno tale impegno è rinato oggi a nuova vita, ricco di iniziative che puntano soprattutto sul futuro turistico del paese.
Non si può chiudere il quadro delle attività culturali a Rimella senza menzionare infine la vasta indefessa opera svolta spesso anche con la personale, fisica prestazione di opera dal parroco don Giuseppe Vanzan veramente benemerito del paese per il restauro, la conservazione e l'abbellimento della parrocchiale e dei numerosi edifici sacri di cui è ricco il territorio. Un rilievo a parte merita il restauro dell'ottocentesco organo di cui abbiamo detto, reso possibile dal contributo della Regione e dalle offerte di tutti i rimellesi. Lo strumento inaugurato il 19 agosto 1997 da un concerto del maestro Arturo Sacchetti, ha messo in evidenza le sue meravigliose possibilità nel luglio 1999 nel concerto con cui il maestro Alberto Brunelli, organista titolare del Duomo di Ravenna, ha concluso la cerimonia di presentazione al pubblico della traduzione italiana del libro di Bauen e quella dello scoprimento di una lapide in onore di G. B.Filippa all'esterno del Museo e, all'interno , di un bassorilievo del professor Bauen stesso. Musiche di Frescobaldi, Bellini, Perosi e altri grandi maestri dal Sei all'Ottocento hanno splendidamente concluso una giornata di alto valore per la vita culturale di un paese sulla cui rinascita si appuntano le speranze e gli impegni di tutti coloro che si rendono conto del valore di civiltà del piccolo popolo rimellese che ha saputo vivere per secoli in un paese difficile, anche se per altri versi affascinante, ed elaborare valori che molto possono dire e dare anche al mondo di oggi.

Una menzione a parte va riservata al Centro Studi Walser di Rimella (C.S.W.R.) che funziona, come abbiamo già detto, dal 1988, con statuto rinnovato nel 1996. A detto Centro si devono, oltre alle numerose pubblicazioni di cui a pagina 17 del fascicolo allegato: a) la organizzazione di lezioni sulla lingua e la storia di Rimella; b) la elaborazione ad opera di una equipe di studiosi coordinata dal prof. Augusto Vasina dell'Università di Bologna, di una "Storia di Rimella" che uscirà nel 2003 e consterà di 450 pagg. con una ricca e aggiornata bibliografia; c) un intenso lavoro di appoggio culturale e organizzativo a Comune e Pro Loco locali; d) la realizzazione di un Archivio Sonoro della lingua di Rimella; e) La comunicazione e gli scambi culturali con altre comunità Walzer anche a livello internazionale; f) la collaborazione alla riuscita delle Walsertreffen e dell'Alpaa; g) la costituzione di un Archivio ove raccogliere tutto quanto pubblicato su Rimella, nonché tutta la bibliografia servita al linguista glottologo svizzero prof. Marco Bauen per studiare, già negli anni sessanta del scolo scorso, e pubblicare in tedesco nel 1978 il suo lavoro sulla lingua di Rimella che è il "Tittschu", un unicum che ancora viene approfondito per la sua singolarità di mescolanza tra lessico tedesco antico e strutture sintattiche italiane.


torna su
» indietro