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La lingua Walser

La lingua delle popolazioni alemanne giunte fino ai versanti meridionale e orientale del Monte Rosa era naturalmente la tedesca, dotata però di qualche sua propria particolarità.
Quella era la lingua scritta, ufficiale. A Gressoney era anche insegnata a scuola, da sempre, fino all'Unità d'Italia, e precisamente fino alle disposizioni del nuovo Governo italiano, che nel 1870 la abolì sostituendola con quella italiana.
Poiché l'alta Valle del Lys si trovava nel Ducato di Aosta , e questo nel Regno di Savoia, in molti scritti ed atti pubblici veniva usata la lingua francese, la lingua che era anche la sola ad essere insegnata a scuola ad Issime.
Le lingue parlate erano idiomi derivati dal tedesco, molto vicino ad esso quello di Gressoney, il titsch, più differenziato quello di Issime, il töitschu. Oltre alla diversità dell'insegnamento praticato a scuola, hanno indubbiamente influito per Gressoney il persistere di stretti collegamenti della sua popolazione con i paesi di origine, specialmente per l'attività dei Krämer, e per Issime invece lo svilupparsi e l'intensificarsi di contatti della sua popolazione, soprattutto per motivi di lavoro, con altre di lingua francese. Il francese era anche la lingua dei Sacerdoti provenienti dal Seminario di Aosta per la Parrocchia di Issime. Quando una cosa analoga avvenne anche per Gressoney, ci fu una protesta rivolta al Vescovo di Aosta , in seguito alla quale si ottenne sempre l'assegnazione di parroci di lingua tedesca, quasi sempre nativi del paese, quindi funzioni, confessioni, scuola di catechismo in tedesco. E' da notare che le preghiere sono sempre state recitate in tedesco, anche in ambito privato famigliare.
Una protesta altrettanto sentita e giustificata venne espressa dai gressonari quando, come già accennato, costituitasi l'Unità d'Italia, si abolì l'insegnamento del tedesco nelle scuole. Se ne ottenne il ripristino per alcune ore alla settimana, ma questa agevolazione fu annullata con l'avvento del fascismo. Solo dopo la fine della guerra, essendo concessa l'autonomia alla Valle d'Aosta, ed essendo introdotto nel suo Statuto speciale un apposito articolo, fu possibile riattivare con provvedimenti vari l'insegnamento della lingua tedesca nelle scuole, senza aver raggiunto a tuttora soluzioni definitive e soddisfacenti.
Al momento attuale si avverte una grave minaccia di scomparsa sia del tedesco, sia del titsch e del töitschu. Una progressiva diminuzione dei collegamenti con i paesi di origine iniziata inevitabilmente già con la prima guerra mondiale; la richiesta a più riprese di mano d'opera dall'esterno per realizzare grandi lavori, quali idroelettrici, e più recentemente gli impianti di risalita e lo sviluppo edilizio; i contatti con i turisti; l'aumento progressivo negli impieghi pubblici di personale proveniente da regioni italiane; i periodi di spopolamento della montagna, la riduzione degli addetti all'agricoltura ed i loro trasferimenti invernali in pianura; la scomparsa della famiglia patriarcale; il forte aumento dei matrimoni misti; il correre dell'informazione e della comunicazione sulle nuove vie realizzate dai progressi tecnologici; il pensiero che processi di globalizzazione siano in grado di risolvere i problemi della convivenza umana, civile e sociale; sono certamente fattori che sono intervenuti, ed alcuni tuttora intervengono, a rendere quanto mai ardua la salvaguardia delle lingue locali.
Il Centro Studi E Cultura Walser da anni provvede a realizzare pubblicazioni nelle lingue tedesca e minoritarie, e organizza annualmente corsi per adulti purtroppo senza ottenere un numero entusiasmante di iscritti. Con la legge 482/1999 è stato possibile aprire degli sportelli linguistici per gli idiomi locali e anche introdurre questi in una serie di filmati per il pubblico, tasselli del grande mosaico della Walser Sprache. Più volte si sono organizzati e parzialmente sostenuti soggiorni di studenti in paesi di lingua tedesca, oppure scambi di studenti ospiti in famiglia.
Non sono in corso al momento studi particolari sulla conoscenza e sull'uso del titsch e del töitschu, ma la situazione per quanto riguarda soggetti delle fasce giovanili e infantili è sconfortante. Non deve nascere in proposito una rinuncia, bensì un impegno ancora maggiore, una dedizione costante per salvare questa preziosa parte del nostro patrimonio storico-etnico-culturale.

PADRE NOSTRO - walser di Issime / töitschu

Z'Poater.
Ündschen Atte das bischt im hümmil
déin noame ischt heiligi,
das d'cheemischt an biten,
das allz séggi wi d'willischt
sua im hümmil wi vom heert.

Gib nündsch all Gottsch toaga
ünz bruat. Tut nündsch varzin
ündsch schuldini wi wir varzin deene
das sén ündsch schuldig, loanündsch
nöit vallen im schwache weg
wa hüt nündsch vam allem übbil.
Amen.


walser di Gressoney / titsch:
Il Padre Nostro come tutte le altre preghiere è sempre stato recitato in tedesco.
In titsch si usano le seguenti espressioni:

en d'éwégkeit, amen
in eterno, amen

òber d'liebò séle
vada a favore delle anime buone (tutti i defunti)

drescht Gott d'liebò séle
Iddio consoli le anime buone (tutti i defunti)

helfter Gott
che Iddio ti aiuti

pschézte Gott
che Iddio ti protegga



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