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La lingua saurana

La lingua di Sauris appartiene al gruppo bavarese meridionale dell'alto tedesco. Presenta quindi notevoli analogie con i dialetti tirolesi e carinziani, appartenenti al medesimo ceppo.
A partire dall'800 si manifestò un notevole interesse per l'idioma saurano da parte di linguisti italiani e stranieri, i cui studi hanno permesso di definire la zona di provenienza dei primi coloni e il periodo dell'insediamento, in base al confronto con i dialetti delle vallate austriache più vicine e all'analisi dei fenomeni fonetici e morfologici.
Tra le caratteristiche del saurano ci sono: la ricchezza di dittonghi, conforme alla dittongazione delle vocali lunghe dell'alto tedesco, per esempio m.a.t. MÊR > méar (più), m.a.t. HÔCH > hóach (alto), m.a.t. LÎTE > láite (costone); l'evoluzione del m.a.t. a ad o, ad esempio in m.a.t. ALT > olt (vecchio), WANT > bont (parete); l'evoluzione di e e di ë del m.a.t. ad ei in sillaba lunga o allungata, che ha dato luogo a m.a.t. EBEN > éibm (piano), ECKE > éikhe (angolo, cima).
Sono, inoltre, presenti nel saurano i dittonghi úe (derivato dal m.a.t. uo), ai (da m.a.t. iu) ed óu (dall'allungamento della vocale o): m.a.t. GUOT > gúet (buono), BLUOME > plúeme (fiore), KRIUZE > khráits (crocefisso), NUWE > náie (nuovo), BIUNTE > páinte (terreno recintato), TOR > tour (portone), GLOCKE > kloukhe (campana), LOCH > louch (buca).
Caratteristico è il turbamento delle vocali i davanti a r e o davanti a r ed l: khurche per Kirche (chiesa), hurte per Hirte (pastore), burt per Wirt (oste), ört per Ort (luogo), bört per Wort (parola), dörf per Dorf (villaggio), böl per Wohl (bene), bölke per Wolke (nuvola), hölz per Holz (legno).
C'è ancora da segnalare la monottongazione bavarese di au in ā, che dà come esito m.a.t. LOUFEN (attraverso laufen) > lāfn (correre), ma anche rom. Sauras o Saures > Zāre, che dimostra che all'epoca della colonizzazione il fenomeno non si era ancora concluso.
Per quanto concerne le consonanti, un altro fenomeno di rilievo riguarda l'evoluzione della bilabiale b a w (italiano v), che nel bavarese alpino è documentata dal XIII secolo in poi. Nel saurano questa evoluzione si è arrestata alla fase b, quindi m.a.t. WINKEL > binkhl (angolo), WALT > bolt (bosco), WAZZER > bosser (acqua), WANT > bont (parete).
La p del m.a.t. si conserva ad inizio di parola: pame per Baum (albero), prueder per Bruder (fratello), peisar per Besser (meglio).
Si conserva anche la v del m.a.t.: vues per Fuß, vride per Friede (pace, tranquillità), vrogn per fragen (domandare).
Altrettanto interessante e fecondo di spunti e riflessioni si è rivelato lo studio del lessico. La presenza di certe parole ed espressioni che nel tedesco meridionale sono entrate nella seconda metà del XIII secolo (pis "fino a", begn "per via/ragione di", zome "insieme") è uno degli elementi che inducono a datare la fondazione della comunità tra il 1250 e il 1280.
Di difficile interpretazione è invece la presenza di parole come agngleiser (ted. Augengläser, "occhiali"), ure (Uhr, "orologio"), stunde ("ora"), piksn (Büchse, "schioppo"), khugl (Kugel, "pallottola"). Questi termini erano sconosciuti nella prima metà del '200, poiché si riferiscono a cose che non sarebbero state inventate prima del '300. E' possibile, dunque, che siano stati importati dopo l'arrivo dei primi coloni, oppure che l'insediamento, iniziato subito dopo il 1250, si sia protratto fino al 1300 e oltre.
Certo è, come afferma Norman Denison, che «a partire dal 1350 all'incirca, le denominazioni di innovazioni materiali non vengono normalmente più dal paese di origine ma, con rare eccezioni, dal territorio linguistico neolatino».

Inser Voter

Inser Voter as de pist ime Himbl
gehailiget sai dai Nome
kemmar dai Raich
geton sai dai Bille
oise ime Himbl
assbie an dr Earde

Gebins haite inser tejgliches Proat
loss'ins oar insra Schuldn
assbie ber lossnse
in insrn Schuldigars,
vierins nicht in de Varsuechung
ober paholtins vame Schlechtn.
Omen.